Prendiamo spunto dal penultimo numero di 7, il magazine settimanale diretto da Beppe Severgnini, che racconta dell’amore ai tempi della sharing economy (qui il link).
Non potevamo non segnalarvelo!
Né, semplicemente, non potevamo prendere in considerazione che probabilmente anche Biblioshare ha avuto, tra le sue dinamiche di doppi incontri per il prestito di libri, episodi analoghi. Non lo possiamo sapere, ma lo crediamo probabile.
E come negli episodi raccontati, anche il nostro “strumento di diffusione della cultura” non è utilizzabile per rimorchiare, ma è utilizzabile solo come strumento di “servizio”, pensato solo per scambiare libri. Addirittura nel nostro caso, chi cerca non può conoscere l’identità del “prestatore” fino a che non conferma la selezione del libro, e dunque la possibilità di incontrare una potenziale anima gemella è piuttosto remota.
Ma – come scrivono gli autori dell’articolo Luca Mastrantonio e Micol Sarfatti – Cupido è dispettoso, ama tirare le frecce ancora bendato, e siamo convinti che degli amori siano nati anche tramite il nostro sito.
E lo abbiamo scritto tante volte ormai: la sintonia che si stabilisce tra cercatore e prestatore nel momento dell’incontro ha veramente qualcosa di magico, che fa sì che le due persone, specie se vivono nella stessa zona, spesso continuino a frequentarsi anche dopo lo scambio. E nel caso di chi è alla ricerca dell’anima gemella, questo potrebbe essere un bell’inizio!
E se, per tornare all’articolo di 7, non si affitta una casa tramite Airbnb molto frequentemente, si può prendere un libro in prestito con Biblioshare molto spesso, anzi, si possono prendere anche più libri contemporaneamente…
Leggere fa bene all’amore!
Categoria: rassegna stampa
Tempo di Libri n.1 e Salone del Libro n. 30
Due giorni fa si è chiusa la trentesima edizione del Salone del Libro di Torino, praticamente un mese dopo che sono state calate le tende sulla prima edizione di Tempo di Libri, svoltasi a Milano.
Molti dibattiti sull’aver tenuto due manifestazioni per certi versi abbastanza simili a breve distanza l’una dall’altra e numeri che rispettivamente gli organizzatori giudicano interessanti.
Per Tempo di Libri 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera, e 140.746 biglietti staccati per il Salone al Lingotto, oltre a 25000 presenze nella parte Off, con ben 38000 visitatori in più rispetto all’anno scorso.
Non c’è che dire: numeri interessanti, ma più che doppi a favore di Torino.
Ma cosa vuol dire questo? In realtà il successo di questa edizione del Salone non si può non collegare alla sfida lanciata da Tempo di Libri, il cui risultato non eclatante, con scarso entusiasmo e basse vendite, ha invece aumentato la percezione del successo della manifestazione torinese. Gli osservatori sono propensi ad indicare che al Salone a vincere sia stato un po’ il sentimento di rivincita dei torinesi, ma anche un modo di lavorare intelligente, di strategia pianificata, di competenze non improvvisate, e di coinvolgimento della base dei lettori. Quest’ultimo punto è quello più interessante per noi, quello che vede il lettore protagonista e che, in qualche misura, ribalta l’idea di un lettore italiano medio sempre più disinteressato e inattivo.
Da questa sfida dei libri tra Milano e Torino dunque, una prospettiva migliore di quella che ci si potesse attendere anche solo un semestre fa.
Sempre meno lettori in Italia
Nei giorni scorsi, in occasione di Tempo di Libri, la nuova manifestazione “Fiera dell’editoria” svoltasi a Milano, sono stati resi noti da Istat alcuni dati sulla lettura nel nostro Paese.
Rispetto al 2010 sono stati persi 4,3 milioni di lettori e, nello scorso anno, il 57,6% della popolazione oltre i 6 anni non ha letto nemmeno un libro, la stessa quota che era stata toccata nel 2000. Non c’è proprio da essere felici!
I non lettori che sono soprattutto maschi: il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine, valore che arriva al 73% tra gli over 75. Tra le donne, le non lettrici sotto i 24 anni sono il 40%, valore che cresce col crescere dell’età.
Spesso non legge chi ha un basso livello di istruzione: non legge il 77,1% tra coloro che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%. Importante è l’esempio che giunge dalla famiglia: legge libri il 69,7% dei ragazzi con entrambi i genitori lettori.
I lettori “forti”, ovvero quelli che hanno letto almeno un libro al mese, sono la minoranza, solo il 5,7%.
La prevalenza di non lettori è al Sud con il 69,2% (con una punta del 73% in Calabria), mentre non legge il 55,8% degli abitanti del Centro (55,8%) e il 49,7% di chi vive al Nord. Positiva l’eccezione della Sardegna dove chi non legge è il 51,8% della popolazione. La città più virtuosa è Trento, con il 43,7% di non lettori.
Infine un dato interessante: i lettori di libri elettronici sono 4 milioni circa, più o meno il 7% della nostra popolazione.
Non vi è dubbio che, a fronte di questi dati, noi di Biblioshare pensiamo di avere un ruolo importante nel cercare di invertire questa tendenza. La diffusione delle nostre community, seppure con tutte le difficoltà del caso e la mancanza di un sostentamento economico (utile se non altro a far conoscere la nostra realtà), può contribuire alla causa.
Biblioshare, passaparola!
La Commissione Cultura del Parlamento Europeo raccomanda l’adozione di Biblioshare
Notizia fresca fresca di oggi: la Commissione Cultura del Parlamento Europeo raccomanda a tutte le biblioteche pubbliche dei 27 Paesi dell’Unione Europea l’adozione di Biblioshare come ulteriore veicolo di diffusione della lettura e di conoscenza reciproca tra cittadini. Non si conoscono ancora tutti i dettagli di questo “strong advice”, tuttavia, nell’articolo che parla di questo argomento si evidenziano gli aspetti relativi al basso costo di adozione ed alla facile implementazione della piattaforma di prestito libri.
“Free your books“, ovvero il nostro motto “Libera i tuoi libri”, accompagnato dal positivo effetto collaterale di persone che conoscono altre persone semplicemente scambiandosi dei libri, sono probabilmente i punti che hanno determinato questo endorsement da parte della Commissione Cultura.
Stay tuned, nei prossimi giorni ulteriori aggiornamenti.
Incontriamo il Bookstore Solidale
Oggi conosciamo meglio il Bookstore Solidale, una delle community BiblioShare aperte più di recente, grazie anche alla volontà di colui che ha voluto la creazione di questa community: Stefano Marinoni.
La biblioteca Bookstore Solidale nasce nell’ottobre 2015 da un progetto della cooperativa sociale Compagnia Itinerante con l’intento di creare uno spazio di inclusione sociale per persone diversamente abili o in disagio psichico.
L’idea della cooperativa era, ed è più che mai, quella di creare un luogo dove soggetti deboli, opportunamente seguiti da figure educative, si possano confrontare ed entrare in rapporto con la popolazione, interagendo in maniera costruttiva e competente utilizzando il libro come strumento base.
Tutti i testi della biblioteca – sono oltre 2500 – sono donati dalla popolazione che così si rende parte attiva del processo inclusivo interagendo direttamente con gli utenti inseriti nel progetto.
Il reperimento dei testi viene fatto direttamente in biblioteca oppure vengono ritirati a domicilio. Successivamente vengono fatte due catalogazioni: una per il prestito classico e un’altra per la community Biblioshare, per poter consultare il catalogo della biblioteca direttamente a casa da parte di chiunque.
Il Bookstore è anche un luogo di incontro per i gruppi di lavoro dei CPS (centri psico-sociali) di zona; attualmente si tengono due laboratori: uno di fotografia e uno di scacchi, nell’ottica di portare fuori dai luoghi canonici della cura i pazienti.
L’apertura al pubblico e la voglia di diffondere cultura, non solo nel quartiere, ha fatto sì che il Bookstore partecipasse ad eventi cittadini (p.es. Bookcity Milano) e divenisse luogo di presentazione di libri e di incontri tematici, oltre a creare sinergie con molte realtà presenti in zona.
Il Bookstore Solidale è in via Porpora 43/47 a Milano e ha questo orario di riferimento: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 17:30.
Questo è il link alla pagina Facebook del Bookstore.
Un suggerimento per trovare del tempo da leggere
Più o meno un mese fa, il sito Quartz ci ha dato questo suggerimento: abbandona i social e la tv avrai il tempo di leggere ben più di 200 libri all’anno.
In effetti, se calcoliamo il tempo medio che ognuno di noi dedica ai social media o a guardare la televisione, il dato potrebbe essere applicabile tranquillamente anche in Italia.
E non possiamo negare che, spesso, buona parte del tempo che trascorriamo guardando la tv o sui social network, Facebook in particolare, è tempo sprecato (o almeno, probabilmente potrebbe essere occupato meglio).
Charles Chu, l’autore dell’articolo, è partito dalla risposta che il ricco Warren Buffett aveva dato al classico quesito sul segreto del suo successo: leggere, leggere, leggere, per un equivalente di 500 pagine al giorno.
Certo, Buffett, dall’alto della sua ricchezza se lo può anche permettere, non tutti gli altri.
Ma Chu conferma questa linea eseguendo un semplice calcolo: considerando che mediamente un libro (americano) consiste di cinquantamila parole, e calcolando che un lettore (sempre americano) legge tra le 200 e le 400 parole al minuto, per leggere 200 libri, cioè 10 milioni di parole, servono circa 25 mila minuti, ovvero 417 ore.
E come trovare queste 417 ore?
Facendo riferimento sempre ai valori americani, si calcola che lo statunitense medio trascorre ogni anno 608 ore sui social media e 1642 ore davanti alla tv: ovvero – dice Chu – 2250 ore di “pattumiera”! Più o meno, quindi, un equivalente di 1000 libri all’anno!
Sta a noi quindi: possiamo decidere come impiegare il nostro tempo avendo la consapevolezza che spesso il suo attuale utilizzo non è di qualità.
Poi, naturalmente, non è il caso di generalizzare e di considerare tutto negativo, né per i contenuti televisivi, né per ciò che si trova su internet, ma maggiore consapevolezza su questa questione sì, è necessaria.
Mai un libro, un cinema, una mostra. Un italiano su 5 a completo digiuno di cultura.
Questo il titolo di un articolo letto nei giorni scorsi su l’Inkiesta, a firma Beniamino Andrea Piccone. L’incipit è il seguente:
“L’Istituto nazionale di statistica – Istat – ha rilevato il 2016 un anno record (conteggiando quanto l’italiano spende in cultura, dati dal 1993 al 2016) per la partecipazione culturale. In ogni caso la quota destinata alla cultura rimane sotto il 7%. Un po’ poco.
Inoltre, ciò che deve preoccupare è uno zoccolo duro di italiani, il 18,6% della popolazione, che l’anno scorso non ha mai aperto un giornale, un libro, non è mai andato al cinema o a teatro. Neanche a ballare o allo stadio. …”
Andando a vedere più in dettaglio le statistiche Istat, scopriamo che quel 18,6%, il quinto di cui si parla nel titolo, aumenta progressivamente scendendo verso l’Italia del Sud, dove arriva a sfiorare il 29% della popolazione, è donna (cosa che contraddice invece le statistiche di utilizzo della nostra piattaforma) ed abita prevalentemente nei piccoli centri.
Leggendo per intero questo articolo si avrebbero diversi spunti per dibattere su cosa fa la politica per incentivare la cultura (“votano anche loro”) e sul sempre attuale pensiero di Umberto Eco che diceva : “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività”).
Noi di BiblioShare spesso torniamo su questi dati statistici, raccontando purtroppo sempre di scenari poco entusiasmanti. Naturalmente non possiamo fare altro che essere ancora più determinati nel nostro obiettivo di diffondere la cultura e la lettura in particolare.
Oggettivamente non è facile, e ce ne rendiamo conto proprio perché questi dati sono reali.
Continueremo a fare il punto della situazione su questo argomento perché rappresenta un punto di vista importante di come “progredisce” il nostro Paese e di quanto lavoro c’è da compiere.
Natale, metti un libro al posto del superfluo, ed il superfluo diventa utile
Lo scorso Natale l’editore Bastei Lübbe ha avuto un’idea a dir poco eccezionale.
Non sono solo i libri già letti che rischiano di prendere polvere da qualche parte nelle nostre case, ma anche i regali di Natale.
Uno degli aspetti tristi di questa festa è che a volte riceviamo regali inutili, non richiesti o semplicemente non apprezzati, che finiscono per essere abbandonati in qualche angolo della casa o del box, nella speranza di un “riciclo” futuro.
Un frullino, un paio di ciabatte troppo grandi, un maglione del colore che proprio non sopportiamo, finiscono per essere abbandonati in qualche angolo.
Quell’oggetto che non useremo mai avrebbe una vita ed un utilizzo migliore, dato a chi non si può permettere il lusso di scegliere e scartare.
Così l’editore illuminato, in collaborazione con la catena di librerie Hugendubel, lo scorso anno ha avuto un’idea decisamente particolare: creare un distributore che, in cambio di un regalo indesiderato, eroga un libro della casa editrice tedesca.
Lo scorso Natale l’iniziativa è stata un successo: la macchina distributrice ha girato in tournée alcune grandi città tedesche come Monaco di Baviera, Ingolstadt e Norimberga.
“I libri sono i regali migliori” era il motto di questa iniziativa, che faceva guadagnare tutti: la casa editrice e le librerie in pubblicità, ottenendo una grande visibilità a prezzi decisamente contenuti, i lettori, scambiando regali non graditi con cibo per l’anima, e le associazioni, impegnate nella beneficenza con oggetti da distribuire alle persone in difficoltà.
Con il distributore o no, sarebbero iniziative da imitare, non solo a Natale.
La libreria dei sogni
Più volte, da un paio di giorni a questa parte, mi sono imbattuto online, su più siti e social network, in una notizia di cui non ero al corrente: a Bologna, non a caso la “dotta Bologna”, esiste una libreria dove i libri non si acquistano, ma si possono prendere in prestito o addirittura portarli via, senza restituirli, sempre gratuitamente.
La libreria si chiama “Libri liberi”, in via San Petronio Vecchio 57, dietro l’Università di Scienze Politiche e all’angolo con via Fondazza, la prima celebre Social street del mondo.
È molto più dell’idea del book crossing, con il supporto fondamentale di uno spazio fisico, per quanto piccolo.
Come Biblioshare, anche Libri Liberi parla ai tanti che hanno in casa libri che una volta riposti sulle mensole della libreria non verranno più letti da nessuno. È la stessa idea di “liberare i libri” che anche noi sosteniamo, tant’è che il nostro slogan “libera i tuoi libri” è molto simile al nome della libreria. Tra l’altro, da quel che ho letto, la signora Anna Hilbe, titolare del locale, è presente già dal 2012 nel panorama bolognese. Alla prima occasione in cui mi recherò a Bologna non mancherò di farle visita!
Il funzionamento? Se si vuole lasciare un libro, che deve essere in ottime condizioni (anche perché non è un dovere lasciare un proprio libro), lo si consegna e, una volta accettato, il libro viene marchiato in modo da non poter più essere venduto, ma soltanto regalato ai clienti della libreria.
Grande Anna!
-10 giorni a BookCity Milano 2016
Dieci giorni all’evento nell’ambito di #BCM16 – Bookcity Milano 2016.
Ci vediamo tutti al teatro Franco Parenti, nella sala “Digital Studio”, sabato 19 novembre alle 12:30.
BiblioShare presenta: libri, il piacere di condividere
I relatori (in ordine alfabetico):
Anna Bernazzani, la nostra giovane blogger, protagonista dei post di questi ultimi lunedì e commentatrice del nostro Manifesto;
Stefano Bianco, ex presidente del comitato di quartiere Milano Santa Giulia, illustrerà l’integrazione all’interno della community Milano Rogoredo Santa Giulia della “biblioteca del chiosco”;
Barbara Bortolini, fondatrice della community di Milano Porta Romana, racconterà le difficoltà nel far crescere una community da zero;
Roberta Bulgari, prima iscritta ad una community Biblioshare, coordinerà l’incontro;
Fabrizio Cremonesi, presidente di RecSando (la rete civica di San Donato Milanese e del sud-est milanese), descriverà come ha aiutato Biblioshare a diffondersi nel territorio;
Serena Dal Cin, promotrice della prima community in un’azienda, parlerà di come è nata l’idea e come è stato raggiunto l’obiettivo;
Susanna Loi, tra i primissimi iscritti alla prima community, racconterà il vantaggio “sociale” dell’utilizzo della nostra piattaforma;
Giovanna Mormandi, responsabile Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST Santi Paolo e Carlo, esporrà il progetto “biblioteca la Conca”, che ha tra i suoi obiettivi quello di favorire l’integrazione sociale e il recupero dei cittadini con disagio psichico;
Roberta Pezzulla, di Metropolitana Milanese, divisione Casa, rappresenterà il progetto in via di definizione “case popolari”;
Paolo Pisani, ideatore e realizzatore di Biblioshare, descriverà i prossimi sviluppi della piattaforma.
La sala “Digital Studio”, dove si terrà l’incontro